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Pietro Negra: una vita “IN CORSA” uno degli imprenditori più rappresentativi del territorio emiliano lombardo, leader dell’azienda di fama internazionale PINKO

Nel territorio parmense, a Fidenza in particolare, ha sede un’azienda riconosciuta a livello internazionale, considerata la specialista dell’alternativa all’alta moda femminile: si tratta di Pinko, guidata da Pietro Negra. Abbiamo scelto di intervistarlo perché è uno degli imprenditori più rappresentativi della zona emiliano lombarda, un esempio per tanti giovani soprattutto oggi in un mercato altamente concorrenziale sempre più orientato al digitale. Pinko da Fidenza è partita e in questo ricco e popoloso comune della provincia di Parma ha deciso di investire tanto da dare spazio a un “quartier generale” di ampio respiro, che ben sintetizza la filosofia aziendale: vasto, tecnologico, eco-compatibile, luminoso e immerso nel verde, nonché arricchito dalla presenza di un asilo pensato e voluto dallo stesso Negra per agevolare le numerose dipendenti.

L’imprenditore, che ha fondato Pinko nei primi anni ’80 insieme alla moglie Cristina Rubini e che ha al proprio fianco anche le figlie Cecilia e Caterina rispettivamente impegnate alla guida dell’ufficio comunicazioni e del team degli stilisti, crede nelle start up, ritiene che ogni persona possa avere idee di valore se alle spalle ci sono talento e professionalità come nel caso di VG Brand Management di Valeria Grazzi e del suo format MyterritoriOnLine.

Infine, Pietro Negra ha il merito di dimostrarsi da sempre attento al mondo della beneficienza, tanto da rispondere a ogni richiesta con finalità umanitarie: un modello, appunto, e non solo di imprenditoria, al quale abbiamo chiesto anche alcuni suggerimenti utili a chi voglia avere successo mettendosi in proprio.

Dalle origini al successo della Pinko Bag ieri e oggi

Le origini della carriera di Pietro Negra, che nel tempo ha realizzato un impero nel settore della moda, risalgono agli inizi degli anni ’70 quando, allora studente di Fisica, gli venne chiesto di occuparsi della creazione di alcune magliette pubblicitarie, lavoro che portò a termine acquistando due macchine usate. Iniziano così anni di esperienze per conto terzi nel bolognese, fino al 1993, quando Pietro Negra torna nel parmense e dà il via alla Pinko moderna con un primo negozio che inaugura in via Cavour a Fidenza, apripista di tanti successivi retail monomarca. La genesi del nome è ormai storia: “Il classico pinco pallino – ricorda lo stesso Negra – a rappresentare un senza marchio che poi è diventato semplicemente Pinko”.

La modestia di quella scelta si scontra però, pochi anni dopo, agli inizi del 2000, con una realtà di tutt’altra portata: Pinko si rivela un brand riconosciutissimo.

“La conferma arrivò tramite la Pinko Bag – evidenzia Pietro Negra – quell’accessorio semplice, che riportava a grandi lettere il nostro marchio, ebbe fin da subito un successo clamoroso e spontaneo e ci portò a interrogarci fino a renderci conto della fama che eravamo riusciti a raggiungere”.

E quell’accessorio diventato capo iconico di una generazione, nei mesi scorsi è tornato negli store in una versione rivisitata e più contemporanea accompagnata da un forte piano di comunicazione:

“Abbiamo puntato molto sulle campagne social legate, in quel caso, al claim ‘Pinko bag is back’. In precedenza e per oltre un decennio la vendita era invece vissuta di passaparola”.

 

Mille ruoli per la donna, mille sfaccettature per la moda Pinko

Da uomo che veste le donne, oltre che da uomo che vive con tre donne, Negra conosce l’esigenza di quotidiana femminilità che le caratterizza e sa come soddisfarla:

“La vita è complessa, nella stessa giornata una donna ricopre ruoli diversi, e l’abbigliamento deve sempre rispondere: deve essere funzionale e dare conforto, diventare corazza e uniforme, dare sostegno e sicurezza ma lasciare anche spazio alla sensualità. In una parola: deve essere contemporaneo”. 

È grazie a questa consapevolezza che Pinko è riuscita ad allineare le esigenze della donna con quelle del mercato:

“Si studia il sociale, responsabile di influenzare i consumi. Analizzata la quotidianità la risposta è una moda funzionale dalla mattina alla sera” spiega Negra.

 

Dal singolo capo al total look: una modella per ogni cliente grazie allo Store Style

La loro prima apparizione, una decina di anni fa, fu una piccola rivoluzione: nei negozi monomarca arrivarono gli Store Style, schermi al plasma che mostravano alle clienti l’abbinamento tra i diversi capi scelti grazie a una modella in sfilata:

“Fu una scommessa costosa – evidenzia Negra – pensata per agevolare le commesse nel loro ruolo di consulenza affinché fosse sempre più rispondente alle esigenze delle clienti. Lo styling, il combinare i capi nel modo giusto, è ancora più importante del capo stesso, è in grado di raddrizzare un’intera collezione”. 

Da questa consapevolezza arrivano nel 2013, grazie a un’idea dello stesso Pietro Negra, gli Hybrid Shop: vetrine virtuali nei negozi reali, online l’intera collezione con tutte le sue possibili varianti, acquistabile con un click.

“Qui in azienda – evidenzia Mister Pinko – combiniamo i capi e realizziamo le foto in modo da poter aggiornare costantemente le proposte, ogni due settimane”.

 

Un brand all’avanguardia in continuo movimento

Pinko ha il grande merito di non interrompere mai il proprio percorso verso l’avanguardia: dalla collaborazione con brand come Coca Cola, una Love Bag Limited Edition in esclusiva per Harrods, dal 5 settembre al 6 novembre scorsi un tram completamente personalizzato Pinko con protagonista Sara Sampaio ha percorso le strade di Bruxelles, fino alle tante recenti aperture dal nuovo shop di Ascoli Piceno, al cuore della Russa Kaliningrad, a Zagabria dove il paese è diventato una festa, all’aeroporto di Lisbona, a Madrid a Calle de Serrano. Gli store tra monomarca, franchising e multibrand sono sparsi in tutto il mondo:

“La scelta della location è solo una questione di opportunità – dice Negra – legata a innumerevoli variabili. Non ci sono regole scientifiche, non si hanno mai certezze ma solo probabilità. Per quanto riguarda il tipo di store l’attenzione è sempre alta e per i monomarca in particolare. Per i multibrand, tenendo comunque alla base la necessità di boutique di ottimo livello, la regola è che più sono meglio è”.

Pinko vanta in Italia, in Europa e nel mondo 170 store monomarca e in franchising e 970 punti vendita all’ingrosso. Il marchio è presente nella maggior parte dei grandi magazzini internazionali più prestigiosi.

Nell’era digitale non si può inoltre dimenticare l’e-commerce e la cura che deve essere prestata al mondo web: in quest’ottica Pinko ha rinnovato il proprio sito inserendo una novità tanto importante quanto qualificante ovvero il “Certilogo”, piattaforma di autenticazione a livello mondiale che permette di verificare l’originalità dei prodotti.

 

#StartWithATree

Un’altra novità dell’universo Pinko è la collaborazione con la piattaforma Treedom che grazie a un semplice click permette di piantare un albero e seguirne lo sviluppo a distanza: l’obiettivo finale è una foresta in Kenya di 10mila alberi da frutto nel corso del 2018. Un progetto che Pietro Negra, con l’hashtag #StartWithATree, ha deciso di celebrare con la creazione di una T-shirt in cotone organico personalizzabile con messaggi speciali che sta già diventando il “must have” dell’estate 2018.

Asilo Pinko

L’attenzione verso i dipendenti, fino all’asilo aziendale

Pietro Negra la fa passare quasi come una banalità evidenziando che “la normalità diventa eccezione solo se non ci si pensa”. Dice che quel che ha fatto è stato

“naturale, quasi ovvio visto che in azienda ho 200 donne”.

In realtà così scontata la scelta fatta non è: all’interno dell’area aziendale, proprio a fianco della sede, nel 2011 è diventato attivo un asilo dedicato ai figli dei dipendenti, struttura simbolo della filosofia aziendale Pinko.

“Volevamo fare qualcosa per i nostri lavoratori – sottolinea Negra – e scegliere tra la costruzione di una palestra e quella di un asilo per me non è stato difficile. Di certo, tra l’altro, non abbiamo deciso di fermarci perché il benessere di chi quotidianamente è al nostro fianco è fondamentale”.

I consigli per i giovani imprenditori nell’era digitale

Emergere in un mercato sempre più concorrenziale e orientato al mondo digitale non è cosa facile ma Pietro Negra crede nelle potenzialità delle persone di talento e ritiene che, se alla base ci sono competenza e professionalità, a fare la differenza sia la fiducia in se stessi:

“Per ottenere successo nel mondo dell’imprenditoria – dice – è necessaria una straordinaria autostima indispensabile per superare le difficoltà. In questo lo sport aiuta: è una palestra di vita perché insegna a perdere e ripartire, a subire una sconfitta senza deprimersi, a non rinunciare al primo tentativo”.

 

Pietro Negra dentro e fuori Pinko

Lavoro, famiglia, sport: tre settori che si intersecano nella vita di Pietro Negra, caratterizzati da un minimo comune denominatore ovvero, dice lui stesso, “un ritmo agonistico”. La velocità lo contraddistingue sia all’interno dell’azienda dove è ancora molto operativo,

“mi piacerebbe potermi concentrare solo su alcune aree ma per ora non è possibile dice – sto ancora cercando la strada più idonea per ottenere un sistema decentrato efficiente”,

sia nelle passioni ovvero, in particolare, le corse in auto su circuito alle quali ama partecipare. Si aggiungono nella lista del (poco) tempo libero le passeggiate con i cani e i percorsi in bicicletta. Ovviamente, comunque, al primo posto c’è la famiglia che per Negra rappresenta però non solo “casa” ma anche lavoro: un equilibrio che potrebbe apparire sottile ma Negra svela il trucco:

“Il lavoro è in azienda e tra le mura domestiche non deve arrivare”.

 

La curiosità di Valeria: “Come intitolerebbe un’autobiografia?”

La curiosità scaturita da Valeria vedendo Pietro Negra sempre di corsa, impegnato a 360 gradi in una vita così ricca, è stata spontanea: “Ha voglia di scrivere un libro e, se sì, quale titolo gli darebbe?”.

“Mi era stato suggerito in passato – risponde Negra – ma non è tra le mie priorità. Trovare un titolo non sarebbe facile, ciò che mi viene subito in mente è che la mia è ‘una vita in corsa’”.

E, in conclusione, Mister Pinko della creatrice di VG Brand Management sottolinea:

“Valeria è una donna determinata con le idee al posto giusto. Ha chiaro in testa dove vuole arrivare e come fare per arrivarci e questo è fondamentale per un imprenditore. Questo è il suo merito principale: una vincente visione del futuro”.

“Vincente”: forse questa parola, più di altre, si addice al presente di questo imprenditore che da una piccola realtà locale è riuscito a creare un impero senza mai dimenticare, però, le sue origini emiliane alle quali rimane saldamente legato sia umanamente che professionalmente.

 

 

 

Valeria Grazzi in collaborazione con Dott.ssa Ilaria Ferrari Giornalista professionista

Copyright2018 VG Brand Managment @vgrazzi.it

 

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